Un milione e duecentomila persone raggiunte, migliaia di vittime accompagnate verso un percorso di liberazione, una rete presente in 113 Paesi per contrastare una delle forme più drammatiche di violazione della dignità umana. È il bilancio dell’impegno di Talitha Kum, la rete internazionale contro la tratta di persone fondata dall’Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG) e guidata dalle suore cattoliche in tutto il mondo, contenuto nel Rapporto Annuale 2025 diffuso in occasione della Giornata mondiale contro la tratta di persone.
Nel corso dell’ultimo anno Talitha Kum ha raggiunto 1,21 milioni di persone, con un incremento del 29,6% rispetto al 2024, attraverso attività di prevenzione, protezione delle persone sopravvissute, accompagnamento legale, sostegno alle comunità vulnerabili, collaborazione con istituzioni e iniziative di sensibilizzazione.
“Dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia e una comunità”, sottolinea il rapporto, ricordando che ogni dato rappresenta “vite raggiunte, comunità mobilitate e speranza restituita”. Un approccio che sintetizza la missione della rete: non soltanto contrastare il crimine della tratta, ma restituire dignità, autonomia e futuro alle persone coinvolte.
Secondo le stime dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) e dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM), nel mondo circa 50 milioni di persone vivono in condizioni di schiavitù moderna, mentre la tratta e le forme di sfruttamento collegate producono ogni anno profitti illeciti per circa 236 miliardi di dollari.
In questo scenario Talitha Kum ha continuato ad ampliare la propria presenza internazionale, arrivando a 68 reti nazionali attive in 113 Paesi. Nel 2025 sono state avviate nuove realtà operative in Malawi, Botswana, Lesotho ed Eswatini. La missione è stata portata avanti da 6.387 suore e partner, con una crescita del 5,7% rispetto all’anno precedente, comprendendo 882 congregazioni religiose femminili e 100 congregazioni maschili.
La prevenzione al centro della missione
La prevenzione si conferma il principale ambito di intervento della rete. Nel 2025 sono state 928.972 le persone coinvolte in campagne di sensibilizzazione e informazione, con un aumento del 34,6% rispetto al 2024.
Tra queste figurano 303.359 donne e ragazze, cresciute del 36,3%, e 262.621 minori di 18 anni, con un incremento del 28,7%. Le iniziative hanno coinvolto scuole, parrocchie, centri sanitari, media tradizionali e piattaforme digitali, utilizzando anche strumenti come il teatro di strada, gli incontri comunitari e il lavoro dei Giovani Ambasciatori e delle Giovani Ambasciatrici contro la tratta.
L’obiettivo è fornire alle persone più vulnerabili strumenti per riconoscere i rischi, evitare le trappole dei trafficanti e chiedere aiuto prima di cadere nelle reti dello sfruttamento.
Accoglienza e giustizia per le persone sopravvissute
Accanto alla prevenzione, Talitha Kum ha garantito protezione e assistenza a 27.329 persone sopravvissute alla tratta e allo sfruttamento. Il sostegno comprende accoglienza in case rifugio, assistenza medica e psicologica, accompagnamento legale, formazione professionale e percorsi di reinserimento sociale ed economico.
Tra le persone accompagnate 15.964 erano donne e ragazze, confermando la particolare vulnerabilità femminile nei sistemi di sfruttamento internazionale.
La rete delle religiose sottolinea l’importanza di un approccio “centrato sulla persona sopravvissuta”, fondato su percorsi di lungo periodo capaci di favorire guarigione, recupero della fiducia e riconquista della propria autonomia.
Un dato significativo riguarda l’accesso alla giustizia: nel 2025 Talitha Kum ha sostenuto 7.141 persone sopravvissute nei percorsi giudiziari, con un aumento del 72,4% rispetto all’anno precedente. L’assistenza ha riguardato consulenza legale, accompagnamento durante le indagini e i procedimenti, tutela dei diritti e collaborazione con le autorità locali.
Per Talitha Kum, infatti, la giustizia rappresenta un elemento essenziale non soltanto per le vittime, ma anche per contrastare l’impunità delle organizzazioni criminali.
Nuove minacce: criminalità online, guerre e migrazioni forzate
La tratta di persone continua però a trasformarsi, adattandosi ai nuovi scenari globali. “La tratta di persone continua a evolversi in forme sempre più complesse”, afferma suor Abby Avelino, coordinatrice internazionale di Talitha Kum, indicando come una delle emergenze più gravi la crescita delle operazioni criminali online legate alle truffe nel Sud-est asiatico.
Migliaia di giovani provenienti dall’Africa, dall’Asia e da altre regioni vengono attirati attraverso false offerte di lavoro, trasferiti oltre frontiera e costretti, con violenza e coercizione, a partecipare ad attività criminali informatiche.
Un altro fattore di rischio è rappresentato dai conflitti e dalle crisi umanitarie. Le guerre in Medio Oriente e in Paesi come Burkina Faso, Sud Sudan, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo, insieme agli sfollamenti forzati, alle emergenze climatiche e all’aumento delle disuguaglianze, espongono milioni di persone alla possibilità di essere sfruttate lungo le rotte migratorie.
Secondo le principali tendenze internazionali, donne e ragazze continuano a rappresentare una quota significativa delle vittime identificate. Cresce inoltre il fenomeno della tratta finalizzata al lavoro forzato, che in alcune aree ha superato lo sfruttamento sessuale come principale forma di sfruttamento, arrivando al 42% dei casi individuati.
Particolarmente preoccupante è anche l’utilizzo delle tecnologie digitali da parte dei trafficanti, che sfruttano social network e applicazioni di incontri per il reclutamento delle vittime attraverso false promesse di occupazione o relazioni personali.
Una rete fondata sulla collaborazione internazionale
Nel 2025 Talitha Kum ha rafforzato anche il lavoro di rete con istituzioni, governi, organizzazioni della società civile, realtà interreligiose e organismi internazionali. Le attività di partenariato e networking sono cresciute del 77,5%, confermando l’importanza della cooperazione globale nella lotta alla tratta.
Le iniziative di advocacy hanno riguardato il dialogo politico, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, il coinvolgimento dei media e la collaborazione con i meccanismi internazionali per la tutela dei diritti umani.
“Siamo profondamente grate a tutte le persone coinvolte in Talitha Kum per la loro dedizione e passione nel ricercare giustizia per chi è intrappolato in situazioni di sfruttamento”, ha dichiarato suor Oonah O’Shea, presidente della UISG, lanciando un appello affinché sempre più comunità religiose e realtà sociali si uniscano a questa missione.
Fondata nel 2009 dalla UISG, Talitha Kum riunisce oggi religiose e religiosi, persone sopravvissute alla tratta, giovani e partner impegnati nella costruzione di un mondo libero dallo sfruttamento. La sfida resta enorme, ma la rete delle suore cattoliche continua a rappresentare, in molti Paesi, un presidio concreto di tutela, ascolto e speranza per milioni di persone vulnerabili.
