L’appello pronunciato a Castel Gandolfo è stato accolto da un lungo applauso. Mentre a Qusra prosegue l’assedio dei coloni, intervengono esercito israeliano, amministrazione Trump e governi europei.


«Rinnovo il mio appello affinché cessino le ripetute violenze contro la popolazione civile palestinese in Cisgiordania». Con queste parole, pronunciate durante l’Angelus da Castel Gandolfo, Papa Leone XIV ha chiesto con urgenza alla comunità internazionale di far progredire la soluzione a due Stati per una pace giusta e duratura. Un messaggio accolto da un lungo applauso dei fedeli, e reso ancora più netto dal contesto in cui arriva: l’assedio dei coloni israeliani al villaggio di Qusra, vicino a Nablus.


Non è la prima volta che Robert Prevost, ora Leone XIV, interviene su questi temi. Le parole di ieri, però, suonano più taglienti. Mentre il Pontefice parlava, a Qusra proseguiva una situazione che fonti militari israeliane definiscono «complicata»: un intero battaglione dell’esercito schierato non contro i palestinesi, ma per proteggerli dagli attacchi di civili israeliani.

Solo ieri pomeriggio una squadra del comune è stata assalita da un gruppo di quindici estremisti mentre si recava a casa della famiglia Abu Rida per ripristinare la rete elettrica. Mercoledì notte l’esercito ha inviato il battaglione Golani per smantellare il presidio degli attivisti di estrema destra piazzato davanti ad alcune abitazioni. L’area è stata dichiarata «zona militare chiusa» e l’operazione, secondo le autorità, potrebbe impegnare «diversi giorni».

La vicenda ha scatenato reazioni anche oltre confine. Una delle famiglie accerchiate, proprio gli Abu Rida, possiede la cittadinanza americana. L’ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee – pastore evangelico e noto sostenitore di Israele – ha definito «terroristi» i coloni coinvolti. Secondo Ynet, Washington starebbe spingendo Benjamin Netanyahu a una condanna pubblica delle violenze di Qusra.

Tra i palestinesi sotto assedio c’erano anche cinque attivisti italiani, evacuati con la forza nelle scorse ore, come raccontano testimoni al Fatto Quotidiano. Nelle ultime ore anche Francia e Spagna si sono espresse. Il ministro degli Esteri spagnolo ha dichiarato: «Condanniamo quello che sta succedendo» e ha esortato Israele «a rispettare i suoi obblighi in quanto potenza occupante, impedire la violenza arbitraria e l’intimidazione dei coloni, porre fine alla loro impunità e proteggere l’integrità fisica e i mezzi di sussistenza della popolazione palestinese sotto occupazione, conformemente al diritto umanitario».


Quando un battaglione dell’esercito israeliano deve difendere i palestinesi dai propri coloni, e l’ambasciatore americano chiama “terroristi” quei coloni, la voce del Papa non è più soltanto un monito morale: è il segnale che qualcosa, nella narrazione ufficiale del conflitto, sta cominciando a incrinarsi.