Addio alla figlia di Carlo Casini, avvocata penalista fiorentina, madre e donna di profonda spiritualità mariana. La sua morte riporta al cuore la testimonianza del padre, Servo di Dio, e quella rete di preghiera e impegno per la vita che ogni 23 del mese si raccoglie nel Rosario promosso dalla sorella Marina.
C’è una parola che, davanti alla morte di Donatella Casini, sembra imporsi con discrezione e forza: incontro. Non soltanto commiato, non soltanto dolore, non soltanto la ferita improvvisa di una separazione troppo rapida. Ma incontro. L’incontro con il Padre della vita, al quale Donatella si è affidata con fede semplice e luminosa. E l’incontro, tenerissimo, con il “babbo” Carlo, come in famiglia continuano a chiamare Carlo Casini, padre amatissimo, fondatore e anima del Movimento per la Vita italiano, oggi Servo di Dio, mentre è in corso la causa di beatificazione.
Donatella Casini si è spenta a Firenze, a 56 anni, dopo una breve e aggressiva malattia. Una patologia tumorale manifestatasi all’improvviso, in meno di un mese, ha rapidamente consumato le speranze umane, pur dentro l’impegno generoso dei medici e l’affetto costante dei familiari. Avvocata penalista del Foro di Firenze, madre di due figlie, Caterina e Teresa, Donatella lascia il ricordo di una professionista stimata per competenza, garbo e dedizione; ma soprattutto quello di una donna capace di abitare la vita con mitezza, presenza, sorriso e fede.
Era sorella di Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita italiano, e figlia di Carlo e Maria Casini. In lei, come in tutta la famiglia, si riconosceva quella trama discreta e tenace che ha fatto della casa Casini non soltanto un luogo di affetti, ma anche una piccola scuola cristiana di responsabilità, servizio e fiducia. La fede, in questa famiglia, non è mai stata ornamento devoto, ma criterio operativo. Una fede che non fugge il dolore, ma lo attraversa; che non cancella le lacrime, ma insegna a guardare oltre; che non separa la preghiera dall’impegno pubblico, la vita interiore dalla difesa concreta dei più deboli.
Per questo la morte di Donatella non resta un fatto privato, pur essendo anzitutto il dolore intimo di una madre, di due figlie, di fratelli, parenti e amici. Tocca anche quel popolo silenzioso e fedele che in Carlo Casini ha riconosciuto per decenni una guida nella difesa della vita nascente, del bambino concepito, del più fragile tra i fragili. E tocca il Movimento per la Vita, che proprio da Carlo Casini ha ricevuto impulso, visione e cuore.
Dal 23 marzo 2020, giorno della nascita al Cielo di Carlo Casini, ogni mese, il giorno 23, una rete di amici, volontari, famiglie, credenti e persone grate si raccoglie nel Rosario meditato promosso da Marina Casini. Non è soltanto un appuntamento devozionale. È una memoria viva. È il segno che la testimonianza di Carlo continua a generare comunione, preghiera e responsabilità. È un modo per custodire la sua eredità spirituale mentre procede il cammino ecclesiale della causa di beatificazione.
Dentro questa corrente di fede e di affetto si colloca anche il ricordo di Donatella. Chi le è stato vicino negli ultimi giorni racconta una serenità sorprendente, una luce che non negava la gravità della malattia, ma la abitava con una pace non comune. Donatella sapeva. Comprendeva che il tempo terreno si stava abbreviando. Eppure attorno al suo letto non si respirava soltanto paura. C’era una forma di abbandono, perfino di buonumore, come accade quando la fede non resta parola imparata, ma diventa carne, respiro, sguardo.
Il Movimento per la Vita italiano ha espresso la propria vicinanza a Marina Casini e a tutta la famiglia, affidando Donatella “alle braccia del Padre della Vita” e richiamando la certezza cristiana dell’incontro con il babbo Carlo. Sono parole che dicono bene il tono di queste ore: dolore, sì; ma non disperazione. Lutto, ma non vuoto. Separazione, ma dentro una comunione più grande.
Donatella non ha avuto il ruolo pubblico del padre, né quello istituzionale della sorella Marina. La sua testimonianza è stata diversa: più raccolta, familiare, professionale, associativa, quotidiana. Ma proprio per questo preziosa. Perché la cultura della vita non vive soltanto nei convegni, nelle battaglie legislative, nelle dichiarazioni pubbliche. Vive nelle case, nei tribunali, nelle relazioni, nella cura dei figli, nella discrezione con cui si serve, nella capacità di restare umani e luminosi anche quando la prova si fa dura.
La figura di Carlo Casini resta sullo sfondo e insieme al centro di questo addio. Padre, giurista, parlamentare, fondatore del Movimento per la Vita, uomo capace di trasformare la difesa del concepito in una grande opera civile ed ecclesiale, Carlo ha lasciato ai figli non solo un cognome noto, ma una consegna spirituale: stare dalla parte della vita sempre, soprattutto quando è piccola, nascosta, fragile, non ancora riconosciuta. Donatella ha portato questa eredità con il tratto che le era proprio: senza clamore, con dolcezza, con una fede mariana profonda.
Ora il suo nome si unisce alla preghiera di tanti. Alla madre Maria, alle figlie Caterina e Teresa, a Marina, Marco, Francesco, ai familiari e agli amici giunge l’abbraccio di un popolo che ha imparato da Carlo Casini che la vita non è un’idea astratta, ma un volto da custodire. E oggi quel volto è anche quello di Donatella: una figlia, una sorella, una madre, una professionista, una credente.
Oggi alle ore 9 il funerale nella Basilica della Santissima Annunziata di Firenze, luogo mariano per eccellenza, assume così il senso di un affidamento. Donatella viene consegnata alla misericordia di Dio e alla tenerezza della Vergine, mentre chi resta continua il cammino: nella preghiera, nella memoria, nel servizio alla vita. Ogni 23 del mese, quando il Rosario per Carlo Casini tornerà a raccogliere amici e fedeli, ci sarà anche il ricordo di Donatella, entrata in quella comunione dei santi che la fede cristiana non descrive come lontananza, ma come presenza nuova.
Perché la vita, quando è stata amata, difesa e donata, non finisce. Cambia dimora. E continua a parlare.

In foto: Carlo e Maria Casini con figli e nipoti
