La morte di Rita Benini, madre di Eleonora Bottaro, riporta alla memoria una delle vicende più dolorose legate al rifiuto delle cure mediche. La figlia morì nel 2016 di leucemia, dopo il no alla chemioterapia in un contesto segnato dalla fiducia nel metodo Hamer. Per quella scelta i genitori furono condannati in via definitiva per omicidio colposo. Ora anche Benini è morta, a 60 anni, colpita da un tumore alla lingua e dopo aver respinto le terapie. Una storia che resta sospesa tra dolore familiare, responsabilità e pericolose illusioni pseudoscientifiche.
Quello che la scienza dice chiaramente
La leucemia linfoblastica acuta in una giovane paziente, con una probabilità di guarigione dell’80% dichiarata dai medici, rappresenta uno dei successi più documentati dell’oncologia moderna. Non si trattava di una scommessa, ma di una casistica consolidata. Rifiutare la chemioterapia in quel contesto non era una scelta “alternativa” tra opzioni equivalenti: era scegliere la morte contro una probabilità di vita molto alta. Il metodo Hamer, al contrario, è scientificamente infondato e ripetutamente smontato.
Il nodo della fiducia
Eppure la questione della fiducia nel medico e nella scienza non si risolve con la sola dimostrazione statistica. Le persone che rifiutano le cure non sono necessariamente irrazionali in senso pieno: spesso hanno vissuto esperienze negative col sistema sanitario, o si trovano in uno stato di paura tale da rendere qualsiasi certezza — anche quella pseudoscientifica — preferibile all’incertezza angosciante di una chemioterapia devastante nei suoi effetti collaterali.
Questo non giustifica le scelte dei Bottaro, ma aiuta a capire il meccanismo psicologico che le produce.
L’elemento più amaro
Rita Benini, condannata per aver negato le cure alla figlia, ha poi negato le stesse cure a se stessa. Non c’è stata, evidentemente, nessuna revisione interiore. Questa coerenza tragica — “se è il destino, deve fare il suo corso” — rivela qualcosa di importante: il problema non era solo la disinformazione, ma una visione del mondo profondamente alternativa, quasi religiosa nel suo impianto, rispetto alla quale la medicina ufficiale era percepita come violenza, non come salvezza.
La domanda che rimane aperta
Per un adulto consapevole, il diritto di rifiutare le cure è riconosciuto. Il confine si sposta — e il diritto penale lo ha sancito — quando quella visione del mondo viene imposta a un figlio minorenne che non può scegliere davvero. È lì che la libertà individuale incontra il suo limite etico più netto.
La fiducia nella scienza non si costruisce per decreto. Ma la tutela dei più vulnerabili non può attendere che quella fiducia maturi.
Nota: Il metodo Hamer una pseudo-teoria nota anche come Nuova Medicina Germanica. Attribuisce le malattie a conflitti psichici e risulta priva di validazione scientifica come cura dei tumori.
