Cuba — La verità che non vi hanno raccontato. Un saggio intervista di Alfonso Bruno e Luciano Vasapollo

RECENSIONI: C’è un modo per cui certi libri arrivano al momento giusto. Questo è uno di quelli. Mentre Cuba attraversa una delle crisi energetiche più severe della sua storia e mentre il Segretario di Stato americano Marco Rubio viene ricevuto in Vaticano nel silenzio generale sulla parola bloqueo, Alfonso Bruno e Luciano Vasapollo pubblicano un volume che ha il coraggio raro di andare controcorrente — non per ideologia cieca, ma per fedeltà ai fatti e alle persone incontrate.

Il libro nasce da un’esperienza reale, da incontri reali, da domande genuine. Padre Alfonso Bruno, sacerdote e giornalista cattolico, porta la curiosità di chi non ha già deciso prima di capire. Luciano Vasapollo, economista, già professore alla Sapienza di Roma, con decenni di ricerca e frequentazione diretta dell’isola, porta la conoscenza di chi sa e la passione di chi ha scelto da che parte stare — senza nasconderlo, ma argomentandolo con i dati invece che con gli slogan. Il formato del dialogo non è una concessione alla leggerezza: è una scelta etica che mette in campo due soggetti reali, con le loro domande genuine e le loro risposte argomentate. Ne nasce qualcosa di raro nella saggistica italiana su Cuba: un libro che si legge come una conversazione tra amici intelligenti, che non si risparmia le domande difficili e non offre risposte prefabbricate.

La struttura è ambiziosa e ben riuscita. Si comincia dalla storia lunga — la conquista spagnola, la schiavitù, il 1898 e l’Emendamento Platt con cui gli Stati Uniti si arrogarono il diritto di intervenire militarmente negli affari cubani, Batista e la Baia dei Porci — perché senza quella storia Cuba rischia di essere letta come un’anomalia ideologica invece che come un Paese con una traiettoria specifica di dipendenza e resistenza. È una scelta editoriale intelligente: il lettore che arriva alle pagine più politicamente dense del volume porta con sé un contesto che le rende comprensibili invece che semplicemente scandalose.

Il contributo più originale e prezioso è l’ampio dialogo con Abel Prieto Jiménez, presidente della Casa de las Américas, intellettuale e testimone di una stagione storica che va da Fidel Castro a Hugo Chávez, dalla Rete in Difesa dell’Umanità alla battaglia per i Cinque eroi cubani. Prieto parla con la libertà e la profondità di chi ha vissuto dentro le cose — non recitando una linea ufficiale, ma attraversando la complessità con quella che lui stesso chiama «amarezza lucida». È uno degli interlocutori più onesti che un libro su Cuba abbia mai portato a un lettore italiano: riconosce gli errori storici della Rivoluzione, guarda senza sconti alla crisi attuale, ma restituisce anche la dimensione spirituale e culturale di un Paese che non si lascia ridurre a una formula — «marxismo tropicale, martiano, africano, caraibico, popolare, contraddittorio, spirituale», come scrive con felice precisione.

Altrettanto riuscita è la sezione sul rapporto tra teologia della liberazione, cattolicesimo cubano e Rivoluzione. Padre Bruno porta qui il contributo più autonomo del volume: la lettura di Martí come figura spirituale prima ancora che politica, il racconto degli errori storici della Chiesa verso Cuba — il clero franchista dei primi anni, l’Operazione Peter Pan — affrontato con lucidità e senza autoassoluzioni, il dialogo tra Frei Betto e Fidel come momento di svolta nella relazione tra fede e rivoluzione. E poi la perla nascosta del libro: la ricostruzione dall’interno della mediazione che portò all’incontro tra Raúl Castro e Papa Francesco, con Vasapollo testimone e protagonista di una stagione diplomatica che ancora non ha ricevuto il riconoscimento storico che merita.

Su questo punto il libro offre qualcosa di unico. Francesco e Raúl vengono restituiti non come icone ideologiche ma come uomini: entrambi figli del Novecento, entrambi segnati dalla storia, entrambi consapevoli che il mondo non cambia con le cortesie ma che senza le cortesie profonde della dignità non cambia affatto. «Non si dialoga davvero se prima non si riconosce la dignità dell’altro», scrive il vaticanista Salvatore Izzo nel suo omaggio finale a Papa Francesco. È forse la frase che riassume meglio il senso dell’intero volume.

I dati che Vasapollo porta sul sistema sanitario cubano, sull’indice di sviluppo umano, sulle missioni mediche internazionali — cinquantamila medici in oltre sessanta paesi, la missione più grande del mondo contro l’Ebola in Africa nel 2014, un’aspettativa di vita superiore a quella degli Stati Uniti — non sono propaganda: sono cifre verificabili dell’OMS e delle Nazioni Unite che l’informazione mainstream preferisce non citare. Portarle in un libro accessibile al grande pubblico è già un atto di utilità culturale.

«Cuba — La verità che non vi hanno raccontato» non è un libro per chi cerca conferme facili. È un libro per chi ha il coraggio di sospendere per qualche ora le certezze preconfezionate e lasciare che la storia parli. Chiunque foste prima di aprire queste pagine, ne uscirete con qualcosa che non avevate: una domanda più giusta, uno sguardo più libero, la voce di un popolo che resiste — e che merita finalmente di essere ascoltato.

Prezzo su Amazon: € 15,60

Editore: ‎ Independently published

Data di pubblicazione: ‎ 30 maggio 2026

Lingua: ‎ Italiano

Lunghezza stampa: ‎ 229 pagine

ISBN-13: ‎ 979-8199175579

Dimensioni: ‎ 12.85 x 1.32 x 19.84 cm

Collana: ‎ Popoli e missione