Almeno due morti, si cercano dispersi tra le macerie

Almeno due persone sono morte e diverse risultano disperse dopo una serie di frane provocate da piogge torrenziali nella regione di Bay of Plenty, sull’Isola del Nord della Nuova Zelanda. La situazione più critica si registra a Mount Maunganui, nei pressi di Tauranga, dove una colata di fango e detriti ha travolto il Beachside Holiday Park, colpendo tende, roulotte e veicoli.

La frana principale si è verificata intorno alle 9.30 di giovedì mattina (ora locale), quando una collina sovrastante il campeggio è improvvisamente crollata, riversando terra, alberi e fango sull’area. Testimoni hanno parlato di un forte boato e di urla provenienti da sotto le macerie. Alcune roulotte sono state trascinate in una piscina, mentre edifici e mezzi sono stati gravemente danneggiati. Fino a sei campeggiatori, tra cui anche bambini, risultano dispersi.

I soccorsi sono proseguiti senza sosta per tutta la notte. Polizia, vigili del fuoco, personale sanitario e squadre di emergenza hanno lavorato con l’ausilio di escavatori, ma le operazioni sono state rese estremamente difficili dall’instabilità del terreno e dal rischio di nuovi smottamenti. Le autorità hanno riferito che, dopo le prime ore, non sono stati rilevati segni di vita sotto le macerie.

Un secondo smottamento ha colpito una casa nella vicina Welcome Bay nelle prime ore del mattino: all’interno dell’abitazione sono stati ritrovati due corpi. In un altro episodio collegato al maltempo, un uomo risulta disperso più a nord, nei pressi di Warkworth, dopo essere stato trascinato via dalle acque alluvionali.

A breve distanza dall’area del campeggio, le famiglie dei dispersi attendono notizie in uno spazio di emergenza allestito dalle autorità. Il primo ministro Christopher Luxon ha parlato di condizioni meteorologiche ancora pericolose, assicurando il massimo impegno del governo nel sostegno alle persone colpite.

Mount Maunganui, meta turistica simbolo della regione, si è trasformata in poche ore in uno scenario di devastazione, ricordando la fragilità dei territori costieri di fronte a eventi meteorologici sempre più estremi. Le ricerche proseguono, mentre il Paese resta in attesa di aggiornamenti.