Diplomazia in bilico tra attentati, droni e scambio di prigionieri

Colpito a colpi d’arma da fuoco a Mosca il vicecapo dell’intelligence militare russa, mentre un raid di droni su Zaporizhzhia uccide una coppia. Sul tavolo di Abu Dhabi, Stati Uniti, Kiev e Mosca tengono aperto il canale negoziale e annunciano uno scambio di 314 prigionieri, mentre dopo la scadenza del New START riparte il confronto sul controllo degli arsenali nucleari.

Mosca e Kiev restano in bilico tra diplomazia e guerra sul campo. Nelle stesse ore in cui ad Abu Dhabi si chiude l’ultimo ciclo di colloqui trilaterali con mediazione statunitense, la capitale russa registra un attentato clamoroso: il vicecapo dell’intelligence militare (GRU), il tenente generale Vladimir Alekseyev, è stato colpito da arma da fuoco in un edificio residenziale e ricoverato in ospedale. Le autorità russe parlano di un assalitore fuggito dopo aver sparato più volte; secondo ricostruzioni, avrebbe agito travestito da corriere. Mosca indaga e, sul piano politico, la vicenda viene subito letta come segnale di instabilità interna e di pressione sul negoziato.  

Sul fronte ucraino, intanto, la notte porta un altro bilancio di sangue: un attacco con droni nella regione di Zaporizhzhia ha ucciso una coppia a Vilniansk, mentre le autorità locali segnalano ulteriori feriti e danni in altre aree colpite dai raid. È il promemoria più duro del fatto che, nonostante i contatti diplomatici, la guerra continua a produrre vittime civili.  

Dal tavolo di Abu Dhabi, l’esito “tangibile” è però arrivato: l’inviato USA Steve Witkoff ha comunicato un’intesa tra Mosca e Kiev per uno scambio di 314 prigionieri (157 per parte), il primo di questa portata dopo mesi. Kiev, con il capo delegazione Rustem Umerov, ha confermato che i negoziati proseguiranno nelle prossime settimane; il presidente Zelensky ha anche lasciato intendere che un prossimo round potrebbe svolgersi negli Stati Uniti.  

A fare da sfondo c’è un’altra partita, strategica e potenzialmente globale: il New START, ultimo grande trattato di limitazione delle armi nucleari tra Stati Uniti e Russia, è scaduto il 5 febbraio. Washington spinge per un nuovo quadro che includa anche la Cina; Mosca ribadisce che eventuali futuri negoziati dovrebbero coinvolgere anche altre potenze nucleari occidentali e segnala che l’argomento è stato toccato nei contatti recenti. L’ONU ha definito la scadenza un passaggio grave per la sicurezza internazionale.  

In sintesi: un canale diplomatico resta aperto, e lo scambio di prigionieri lo certifica. Ma l’attentato a Mosca e i droni su Zaporizhzhia ricordano quanto la guerra—e la sua spirale di sabotaggi, ritorsioni e intimidazioni—sia ancora capace di dettare l’agenda più della politica.