Almeno 18 persone hanno perso la vita e altre due dozzine risultano disperse dopo l’affondamento di un traghetto nel sud delle Filippine, avvenuto nelle prime ore di lunedì al largo dell’isola di Baluk-baluk, nella provincia di Basilan. Lo ha reso noto la Guardia Costiera filippina, che ha coordinato le operazioni di soccorso.
La nave, la M/V Trisha Kerstin 3, un’imbarcazione adibita al trasporto di passeggeri e merci, trasportava 332 passeggeri e 27 membri dell’equipaggio quando, poco prima delle due del mattino, ha iniziato a imbarcare acqua ed è affondata. Finora i soccorritori sono riusciti a salvare 317 persone, mentre 24 risultano ancora disperse.
Secondo le prime testimonianze, l’affondamento sarebbe avvenuto in modo improvviso. «La barca si è inclinata all’improvviso», ha raccontato alla radio locale di Basilan Alnajer Muarip, uno dei sopravvissuti, che viaggiava con la moglie incinta e la figlia piccola. «Li ho persi quando la nave è affondata. Avevano i giubbotti di salvataggio, io no».
Tra i superstiti anche Jun Guro, avvocato che ha ammesso di non saper nuotare: «Siamo rimasti a galla per quasi quattro ore. Spero che ci sia un’indagine seria, perché il mare era calmo e non c’era alcun tifone».
Il traghetto era partito dalla città di Zamboanga, la terza più grande del Paese, ed era diretto all’isola di Jolo, nella provincia di Sulu, un viaggio di circa 160 chilometri. La Guardia Costiera ha precisato che l’imbarcazione non superava il numero massimo di passeggeri consentito. Le cause dell’incidente restano al momento sconosciute e sono oggetto di indagine.
Le immagini diffuse dalle autorità mostrano i sopravvissuti ammassati su imbarcazioni di soccorso, avvolti in giubbotti di salvataggio, mentre il personale medico e della Guardia Costiera distribuisce acqua e assistenza di prima necessità.
Le Filippine, arcipelago di oltre 7.600 isole con una popolazione che supera i 110 milioni di abitanti, sono spesso teatro di incidenti marittimi. Le difficoltà di collegamento, l’età delle imbarcazioni e le condizioni di sicurezza non sempre adeguate rendono il trasporto via mare particolarmente rischioso, soprattutto nelle regioni meridionali del Paese.
Le operazioni di ricerca dei dispersi proseguono, mentre cresce la pressione sull’amministrazione per fare piena luce sulle responsabilità di una tragedia che, ancora una volta, riaccende il dibattito sulla sicurezza dei trasporti marittimi nelle Filippine.
