Una complessa inchiesta della procura di Roma, raccontata da Edoardo Izzo per AGI, ha messo sotto la lente di ingrandimento la gestione di contributi pubblici e privati destinati al settore cinematografico italiano, con possibili ripercussioni che si estendono fino al mondo del calcio professionistico.
Tutto è partito da una serie di accertamenti sui finanziamenti pubblici al cinema e sulle modalità con cui alcune società avrebbero ottenuto contributi, crediti d’imposta e prestiti bancari in modo sospetto. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e descritto dall’Agenzia, i fondi – previsti per la produzione audiovisiva – sarebbero stati in parte destinati ad attività estranee al cinema, inclusi pagamenti legati a club di calcio e sponsorizzazioni non realmente versate.
Il filone iniziale ha preso forma attorno alle società legate all’imprenditore Alessandro Di Paolo, sotto indagine per presunte operazioni finanziarie irregolari, con bonifici sospetti collegati alla gestione di contributi e prestiti concessi da diverse entità, tra cui Banca Progetto.
Le irregolarità contestate
Secondo gli atti raccolti dalla procura, diversi finanziamenti pubblici al cinema sarebbero stati “dirottati” verso sponsorizzazioni fittizie o mai versate e, in alcuni casi, usati per sostenere economicamente squadre di calcio. Tra i club coinvolti nelle indagini figurerebbero Triestina, Ostiamare e Ancona, con operazioni finanziarie riconducibili alle stesse società che avevano ottenuto i fondi cinematografici.
Gli investigatori ipotizzano che le risorse ottenute formalmente per produzioni audiovisive siano state impiegate, nella sostanza, per pagamenti agli staff calcistici e, in alcuni casi, per coprire stipendi dei giocatori, attraverso un intreccio di prestanome, sponsorizzazioni fittizie e società interconnesse.
Il coinvolgimento di Banca Progetto
Un altro capitolo dell’inchiesta riguarda Banca Progetto, l’istituto che avrebbe concesso prestiti significativi coperti da garanzie pubbliche a società riconducibili a Di Paolo e ad altri soggetti sotto esame. Secondo i magistrati, molte di queste operazioni presenterebbero anomalie tali da sollevare dubbi sulla reale destinazione dei capitali, originariamente pensati per sostenere l’industria culturale.
Le indagini su Banca Progetto si intrecciano con una più ampia verifica sui mutui facili e crediti concessi negli anni precedenti, con perquisizioni e acquisizioni documentali in corso su più fronti.
Reazioni e fase processuale
Le persone e le società coinvolte – tra cui nomi di imprenditori, dirigenti di club e manager – sono indagate, ma non vi sono ancora condanne definitive: la procura di Roma sta procedendo con un lavoro esteso di ricostruzione dei flussi finanziari e dei rapporti contrattuali. In alcuni casi, la Guardia di Finanza ha già effettuato perquisizioni e richieste di documenti contabili per comprendere l’entità delle eventuali irregolarità.
Alcuni soggetti coinvolti, come responsabili tecnici o dirigenti sportivi, hanno negato qualsiasi coinvolgimento diretto o illecito, sottolineando la natura delle operazioni come legittime o mal interpretate dai media.
Impatto su cinema e sport
L’inchiesta ha già acceso il dibattito sulla trasparenza e l’efficacia del sistema dei contributi pubblici al cinema – incluso il tax credit e altri incentivi – e sulle garanzie che dovrebbero accompagnare l’erogazione di fondi destinati alla cultura. In un momento in cui già si discute di tagli ai fondi per l’audiovisivo nella manovra finanziaria 2026, la vicenda potrebbe avere ripercussioni anche sulle future normative di settore.
Analogamente, nel mondo del calcio l’inchiesta solleva interrogativi sulla solidità finanziaria dei club e sui circuiti di finanziamento alternativo che, se confermati, potrebbero esporre società e dirigenti a conseguenze giudiziarie e disciplinari rilevanti.
Giancarlo Cavalleri
Gli ultimi sviluppi raccontati da Edoardo Izzo su AGI
È il 13 ottobre del 2022, in un elegante appartamento di proprietà di Alessandro Di Paolo, al civico 8 di via Eustachio Manfredi, a Roma, nella sede legale della società di produzione cinematografica, video e programmi tv, AU79 S.r.l, si incontrano Mario Cardarelli e Antonio Scaramuzzino (in qualità di amministratori della società) l’avvocato Andrea Centofanti e il responsabile vendite di Banca Progetto, Fabrizio Ferrini.
Il gruppo discute della concessione di un finanziamento da un milione e mezzo di euro per la produzione dell’opera cinematografica “I Fratelli Re”.
Il ruolo di Banca Progetto e dell’agente Ida Ruggiero
A gestire la pratica, a partire dal 28 novembre di quell’anno, è l’agente monomandatario di Banca Progetto, nonché moglie di Andrea Centofanti, Ida Ruggiero, che per seguire questa operazione riceve una commissione (legittima) di 43000 euro, pari al 3% del finanziamento. Nella relazione di proposta commerciale, Ruggiero scrive che gli argomenti trattati con l’amministratore unico Mario Cardarelli – uomo di Di Paolo -, hanno riguardato la situazione della società, il film che stavano producendo e che gli uffici della AU79 Srl si presentavano “molto grandi e spaziosi”; inoltre, la donna indica come condizione necessaria per il finanziamento l’aumento del capitale sociale della società AU79 Srl da 40 mila euro a 450 Mila euro.
Conflitti di interesse e controlli antiriciclaggio mancati
Nella relazione non vengono rilevate, da parte della stessa Ruggiero, anomalie dal punto di vista delle politiche antiriciclaggio, e però non vengono indicati nemmeno il tipo di controlli effettuati. Così, la pratica procede spedita e, appena qualche settimana dopo, ha inizio la fase istruttoria del finanziamento che termina il 15 dicembre del 2022, quando il comitato crediti della banca, alla presenza dell’amministratore delegato Paolo Fiorentino, delibera la concessione del finanziamento sulla base di quanto riportato nella pratica istruttoria e considerando che la AU79 Srl aveva già siglato il contratto di distribuzione per il film “I Fratelli Re”. Infine, il finanziamento viene concesso come regalo di Natale il 23 dicembre del 2022, appena due mesi dopo la riunione, di cui sopra, tra Centofanti e i vertici di AU79 Srl.
Peccato per tutti, però, che quella pratica era stata seguita anche dalla Guardia di Finanza che, già qualche mese prima, aveva cominciato ad indagare sui “mutui allegri” concessi da Banca Progetto. Così, proprio in relazione a quel finanziamento, i detective riscontrano diverse criticità, in particolare sul comportamento tenuto da Ida Ruggiero, che ha messo nero su bianco nella sua relazione di aver parlato con Mario Cardarelli del film che la AU79 Srl già a quel tempo stava producendo, ma che avrebbe avuto inizio, invece, a partire dal dicembre 2022.
Non solo. Ruggiero nell’audit commette alcuni errori, ripetuti più volte. Quando omette, per esempio, di indicare il conflitto di interesse esistente con suo marito, Andrea Centofanti, presente all’incontro nella sede legale della società di produzione (e che poi riceverà 55 mila euro per il pagamento di una fattura proforma dallo stesso denaro concesso da Banca Progetto per questa operazione), oppure quando dimentica di verificare che il vero “dominus” della società AU79 è Antonio Scaramuzzino – con Di Paolo strettamente connesso -, mentre Cardarelli è soltanto una testa di legno.
I soldi del cinema dirottati verso il calcio
Ma c’è di più: è quello che i finanzieri hanno messo nero su bianco in una informativa di 152 pagine depositata agli atti della procura di Roma e indirizzata al pm Vincenzo Palumbo che, insieme al collega Mario Dovinola, si occupa di questa delicata inchiesta connessa a quella aperta dai pm di Milano che, secondo quanto si apprende, sarebbe molto più avanti. Le nuove carte dell’indagine, infatti, di cui AGI è in possesso, certificano che “l’utilizzo del denaro ricevuto da Banca Progetto, contrariamente a quanto indicato in sede di istruttoria, è stato trasferito in favore della Triestina Calcio S.p.a. in nome e per conto dell’ATLAS CONSULTING Srl (società appartenente al Gruppo Stardust)”.
Si legge ancora nell’informativa: “il denaro è stato utilizzato in parte per il pagamento della fattura in favore di Andrea Centofanti e trasferito, mediante più operazioni finanziarie, in favore delle altre società appartenenti al Gruppo Scaramuzzino mediante bonifici giustificati come pagamenti di fatture o prestiti”.
Nelle carte, inoltre, si fa riferimento alla mancata realizzazione dell’opera cinematografica “I Fratelli Re”, che, mentre scriviamo, risulta a tre anni dal finanziamento ricevuto dalla banca, ancora in corso di realizzazione. Ma, soprattutto, si punta al ruolo rivestito dai genitori di Alessandro Di Paolo, Roberto e Maria Rosa Tanoni; sarebbero stati loro – secondo gli inquirenti –, a versare il fittizio aumento di capitale per 400 mila euro, poi trasferito in favore della Triestina, tanto pagava Pantalone, ovvero Banca Progetto.
Ed è qui che il cerchio si chiude: i soldi pubblici per finanziare i film venivano fatti transitare per le squadre di calcio per poi finire nelle tasche del duo Di Paolo/Scaramuzzino, evidentemente, con il favore della coppia Ruggiero/Centofanti. È un meccanismo che si ripete più volte, per una miriade di società facenti riferimento alla galassia di Piergiorgio Crosti, Simone Giacomini e, naturalmente, ad Antonio Scaramuzzino e i famigliari di Alessandro Di Paolo, padre, madre e il cugino Dario Morra.
Roma, Milano e Terni: le procure al lavoro
Solo per fare un altro esempio: i soldi, qualche milione di euro, presi dalla società cinematografica Ligea Srl attraverso la banca per acquistare le quote di un’altra società di produzione, la Tunnel Srl, sono stati utilizzati dal 19 luglio al 29 agosto del 2023 per scopi completamente differenti a quelli indicati nell’istruttoria. Il denaro, infatti, è stato veicolato, i mediante trasferimenti infragruppo, alle altre società del Gruppo Scaramuzzino (SIRIUS Srl, 7 COLLI Srl – una società editoriale, con un giornale utilizzato per colpire i ‘nemici’, tra cui politici di centrodestra e manager pubblici, che ha utilizzato fondi presi per aprire una gelateria -, e AU79 Srl), all’immancabile Andrea Centofanti, alla Romana Film Srl della famiglia Di Paolo, ma, soprattutto in favore di società in difficoltà economiche quali la Ternana Calcio Spa e la CRIK CROK Srl, anche queste ultime in mano ad Antonio Scaramuzzino. Questo Roma.
Ma sono almeno altre due le procure al lavoro. Oltre a Milano, dove da poco è arrivato, proprio dalla Capitale, il procuratore aggiunto Paolo Ielo – all’attivo diverse inchieste tra cui quelle sul nuovo stadio della Roma e la più famosa ‘Mondo di Mezzo’ -, e Terni.
Su quest’ultima va fatto un discorso a parte. Proprio oggi si insedia il nuovo procuratore Antonio Laronga, da anni sotto scorta per aver ‘combattuto’ la criminalità a Foggia. Nelle mani del nuovo capo della procura arriveranno a stretto giro almeno due esposti, tra cui uno della famiglia Rizzo, nuova proprietaria della Ternana calcio. Si chiederà di indagare sui bilanci delle passate gestioni. Il compito, con tutta probabilità, verrà affidato ancora una volta alla Gdf e, in questo caso, a occuparsi degli accertamenti, potrebbe essere il Comando Provinciale di Terni del Comandante Mauro Marzo.
Edoardo Izzo per AGI
